Particolari del mio plastico ferroviario, liberamente ispirati alla zona della stazione di Modena. L'edificio ha una struttura portante in compensato, poi sarà totalmente rivestito di particolari da me progettati e stampati con le mie vecchissime macchine, come un mosaico.
Poco alla volta, appariranno i vari cornicioni, fregi, terrazzi, tetti, pensilina, orologio...
Accanto alla stazione, la rotatoria di Piazza Natale Bruni, di cui ho stampato l'aiuola, dipinta con acrilico e decorata con materiale commerciale per simulare erba, fiori e cespugli.
Questo filmato si unisce alla serie dedicata all'allestimento del presepe "Natività in Appennino", perché riguarda il filarino a pedale presente nell'arredo della stanza della Natività.
Tipici strumenti della tradizione contadina italiana e molto caratteristici dell'Emilia, in cui sono nato e vivo, i filarini (o arcolai) sono ancora presenti in tante abitazioni, come eredità e memoria degli antenati.
La presenza del filarino accanto ai protagonisti del Presepe rafforza il carattere di omaggio alla cultura e tradizioni popolari che mi hanno ispirato questa scenografia, e nello stesso tempo aiuta tanti visitatori a rivivere scene della propria infanzia in modo nuovo e suggestivo.
Nel filmato, vi mostro ogni dettaglio del procedimento di costruzione di questo oggetto, funzionante, affinché abbiate una idea esatta del tempo che occorre.
Ancora una volta, sarà l'occasione per mostrare il prezioso contributo del potenziale della stampa 3D come strumento per accompagnare e valorizzare le tecniche creative tradizionali e le vostre doti artistiche.
Accanto a un enorme lavoro di manualità, che ha occupato la maggior parte dei tre mesi di realizzazione di questa opera, vi è un contributo prezioso offerto dalle mie "nonnette" stampanti 3D, con cui ho creato 48 oggetti, visibili e nascosti.
A questo argomento, è dedicata la puntata 15 del mio video corso pensato per i principianti del presepe artistico:
Si tratta di geometrie semplici, che mi hanno risparmiato molte ore di lavoro, permettendomi di rimanere concentrato su operazioni assai lunghe e meticolose.
Troviamo, dunque: la culla del Bambino, i vasi da fiori, gli infissi, gli scuri, gli alari del camino, i fregi esterni della porta e l'insieme di catenaccio e cardini, le sedie (composte di due elementi innestati l'uno nell'altro), i supporti delle lampade (fiamma del camino e illuminazione della stanza), delle strisce a led per l'alternanza di giorno e notte e dei due proiettori che simulano il quarto di Luna e la Stella Cometa. Infine, vi è una staffa di collegamento fra l'arcata posteriore e il muro sinistro, per aumentare la robustezza dell'insieme e ridurre il rischio di danni da trasporto.
Ho ricevuto la visita di due scolaresche (terza e quinta superiore), ed è stata l'occasione per una rapida panoramica delle tecniche modellistiche, evidenziando il lato prezioso della manualità e di come l'intervento delle tecnologie debba essere mantenuto entro i limiti della valorizzazione della creatività umana, senza diventare "schiavi" della macchina, affinché il pensiero non si riduca a un minimo processo meccanico.
Attraverso la presentazione di vari oggetti usciti dal mio laboratorio casalingo, iniziamo a riflettere più profondamente su cosa significhi introdurre, nel mercato di largo consumo, una tecnologia che permetta di produrre oggetti di innumerevoli tipi.
Si deve per forza considerare il panorama dell'attuale periodo di svolta che il nostro Mondo attraversa, a cominciare dal piano spirituale fino ai semplici gesti quotidiani. A cominciare dalla presa di coscienza di ognuno nei confronti del futuro, passando poi per le scelte concrete, si vive in un costante equilibrio precario fra l'opportunità di una evoluzione veramente virtuosa e il pericolo di una deriva che può impoverire la natura umana fino a ridurla a un solo fenomeno meccanico.
La tecnologia di produzione additiva si basa su aspetti tecnici e, quasi, filosofici, mai visti prima, che possono portarla a un ruolo di protagonista assoluta di un vero "terremoto" sociale e culturale, non facile e anzi, doloroso da superare, ma che può aprire finalmente l'alba di un'epoca di nobilitazione di quegli aspetti profondi dell'Uomo che fino ad oggi sono stati mortificati.
I due filmati aprono molte tematiche di analisi e riflessione, lasciando il discorso aperto a future prospettive di approfondimento.
Ahimé... Dopo 12 anni di splendido servizio, la plancia comandi dello spettacolare impianto audio della mia Mito ha accusato un guasto alla scheda madre. Sperando in una soluzione positiva del problema, servirà comunque tempo, durante il quale il cruscotto resterà desolatamente vuoto, anzi, sventrato.
Con gli strumenti del mio piccolo laboratorio, fra cui le immancabili stampanti 3D, ho ideato un "tappo" che in parte ripristina l'estetica originale, e soprattutto addolcisce la preoccupazione per le sorti di questa deliziosa "disco macchina" (come una persona cara l'ha definita) .
Occorrente di base: compensato (spessore 4 o 5 millimetri), colore acrilico di fondo, vernice spray ad effetto satinato, colori acrilici bianco e rosso, viti a passo grosso M3 o M4 (8 a testa svasata e 4 a testa tonda).
Vediamo insieme un esempio di autoproduzione di oggetti in ambito
domestico, reso possibile da economiche stampanti 3D a filamento.
Il
materiale utilizzato nel filmato è ABS. Poter realizzare parti di
ricambio è una delle molteplici, e soprattutto rivoluzionarie,
implicazioni della tecnologia di produzione additiva.
L'esempio del
filmato non è certamente adatto ai puristi del celebre "mattoncino",
ma deve essere considerato per il valore dimostrativo di
un'applicazione ottenuta con apprezzabili livelli di qualità, pur
avendo utilizzato macchine e materiali ormai di vecchia generazione.